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DOMANDE E RISPOSTE
Che cosa s'intende per "progetto Poseidon"?
Poseidon è il nome del nuovo gasdotto che collegherà la Grecia all'Italia, parte del corridoio gas tra Turchia, Grecia e Italia che permetterà l'importazione in Italia e in Europa di gas naturale proveniente dalle aree del Mar Caspio e del Medio Oriente.


Chi realizza il progetto ITGI?
I soggetti partner del progetto sono:
EDISON per l'Italia
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DEPA per la Grecia
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Edison è uno dei principali operatori in Italia nel settore dell'energia, attivo dall'approvvigionamento alla produzione e vendita di energia elettrica e di gas naturale.

La Public Gas Corporation SA (DEPA) è di proprietà per il 65% dello stato greco e per il rimanente 35% della "Hellenic Petroleum SA". Si occupa dell'importazione e della vendita in Grecia di gas naturale.


Questo nuovo gasdotto costituisce davvero una priorità?
Il nuovo corridoio gas tra Italia, Grecia e Turchia rappresenta l'opportunità più avanzata per connettere direttamente le riserve del Mar Caspio e del Medio Oriente ai mercati europei.

Grazie al nuovo gasdotto sarà possibile importare in Italia oltre 8 miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno, quantità che corrisponde a circa il 10% dei consumi nazionali.


Che percorso seguirà il gasdotto?
Il punto di partenza del gasdotto che collegherà la Grecia all'Italia è stato localizzato nella regione di Thesprotia, sulla costa greca, si svilupperà sul fondale marino fino ad arrivare a Otranto, sulla costa italiana.


Perché il gas naturale è così importante?
Perché è utilizzato in tutti i più importanti ambiti della nostra vita quotidiana:
domestico, per cucinare, per il riscaldamento e la produzione di acqua calda;

industriale, per produrre energia elettrica e calore;
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dei trasporti, quale combustibile a basso impatto ambientale di bus e veicoli.


Perché si deve costruire un gasdotto per il trasporto del gas naturale?
Le previsioni relative all'incremento della domanda e alla diminuzione della produzione di gas indicano chiaramente una sempre maggiore dipendenza dell'Europa dalle importazioni: dal 45% del suo fabbisogno attuale si passerà al 65% nel 2020!

L'Europa e l'Italia, dunque, hanno bisogno di gasdotti per importare il gas al fine di soddisfare la propria domanda energetica, diversificando le fonti in modo da garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e la competitività dei prezzi di fornitura.


Quali sono i principali paesi produttori di gas?
Circa la metà delle riserve mondiali di gas sono suddivise tra Russia, Iran e altri paesi dell'area del Capio e del Medio Oriente quali l'Azerbaijan, il Turkmenistan, l'Uzbekistan, il Kazakhstan e l'Iraq). Tutte queste riserve potrebbero essere connesse all'Italia proprio tramite il gasdotto Poseidon.


Come avviene la posa del gasdotto? Ci sono rischi per la sicurezza?
Il gasdotto si sviluppa nella quasi sua totalità in mare aperto. Nel tratto di mare profondo fino a circa 450 metri da costa, il gasdotto sarà semplicemente posato sul fondo da una nave posatubi, senza alcuna necessità di scavi o trincee di protezione.
La sicurezza è garantita dal fatto che i tubi saranno opportunamente rivestiti internamente ed esternamente contro la corrosione ed eventuali danneggiamenti durante la posa, mentre un ulteriore rivestimento esterno di cemento di spessore variabile consentirà la stabilizzazione dell'infrastruttura per profondità inferiori ai 150 metri.


Il gasdotto è sicuro?
I gasdotti abitualmente non presentano particolari fonti di rischio. Al fine di garantirne la massima sicurezza, il gasdotto Poseidon è progettato tenendo in considerazione tutte le normative vigenti, nazionali ed internazionali.

Nel tratto a mare il progetto prevede in particolare:
- il rivestimento esterno del gasdotto mediante cemento fino ad una profondità inferiore a circa 150 metri (nel tratto verso la costa italiana interessato dal gasdotto tale profondità si ha a più di 20 chilometri dalla costa);
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- l'interramento del gasdotto a partire da 450 metri dalla costa.
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Mentre nel tratto a terra il progetto prevede:
l'interramento a profondità non inferiori a 1,5 metri.
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l'attraversamento di infrastrutture (strade, eventuali corsi d'acqua, ecc.) con metodi "trenchless"


Ma il gasdotto è più o meno rischioso dei metanodotti che percorrono sulla terra il nostro Paese?
Il gasdotto è identico nelle sue modalità di progettazione e operative agli oltre 30mila chilometri di metanodotto ad alta pressione presente sul territorio italiano. Non a caso è stato progettato tenendo conto di tutte le normative vigenti, nazionali e internazionali.


Cosa accade al gasdotto quando arriva sulla terraferma?
Nel tratto dell'approdo il gasdotto sarà interrato. L'interramento avverrà con una tecnologia di perforazione orizzontale che permette di evitare qualsiasi impatto sul fondale marino, sulla prateria di poseidonia e sulla spiaggia, minimizzando l'interferenza con i siti d'interesse comunitario. La realizzazione di questo tratto necessita di un cantiere sulla costa di circa 2500 metri quadri e di una superficie marina temporaneamente asservita alle operazioni di costruzione.


Perché si è scelto proprio Otranto come punto di approdo?
La scelta di Otranto come punto di approdo del progetto POSEIDON è avvenuta dopo aver valutato, insieme alla Regione Puglia, decine di alternative tra Brindisi e S. Maria di Leuca, lungo una distanza di circa 100 km.

Dopo aver presentato il progetto ai vertici delle amministrazioni competenti già all'inizio del 2005, il punto di approdo ed il percorso del gasdotto sono stati definiti massimizzando l'utilizzo di servitù esistenti e quindi minimizzando l'impatto sul territorio.


Ad Otranto dove sarà, precisamente, il punto di approdo?
Il punto di approdo è localizzato a sud del porto di Otranto, in un'area idonea ad eliminare qualsiasi impatto visivo, a minimizzare l'interferenza con i siti d'interesse comunitario e ad evitare interferenze con i cavi elettrici e a fibre ottiche.


Il progetto è stato condiviso con il territorio?
Sì. Il progetto è stato presentato alla Regione Puglia per il suo inserimento nel Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), al Sindaco di Otranto e alla popolazione, con la presenza delle amministrazioni locali e di Legambiente, in due assemblee pubbliche, nel maggio 2006 e nel gennaio 2008.


A che tipo di leggi ambientali è sottoposto il progetto?
Il progetto Poseidon è sottoposto a due processi di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), uno sul territorio greco e uno su quello italiano.

Considerato il coinvolgimento di più nazioni e la necessità di applicare un quadro istituzionale e regolatorio stabile e coerente ad ogni tratto del progetto, è stato oggetto di più accordi intergovernativi ed è soggetto a procedure autorizzative in diversi stati.


Quale sarà l'impatto a terra del gasdotto?
Il tracciato a terra in Italia del gasdotto, in gran parte parallelo al percorso del cavo elettrico Terna e alle strade provinciali 369 e 87, è stato definito minimizzando l'impatto sulle aree interessate. Esso non attraverserà terreni a destinazione abitativa o commerciale, e, ai fini della sicurezza, sarà prevista una fascia di rispetto non edificabile pari a 25 metri (12, 5 per lato).

In fase di esercizio l'unico elemento percettibile sul territorio è costituito dalla cabina di misura del gas.

Tutte le indagini condotte sono servite a meglio conoscere la specificità dell'area interessata al progetto e studiare subito eventuali modifiche per meglio tutelare gli habitat presenti.


E nel tratto marino? Non si corre il rischio di rovinare la preziosa "prateria di Poseidonia Oceanica" presente nel sito di interesse comunitario "Alimini"?
Il punto di approdo di Otranto verrà realizzato con una tecnologia di perforazione orizzontale che permette di evitare qualsiasi impatto sul fondale marino, sulla prateria di poseidonia e sulla spiaggia.


Non c'è il rischio che, durante i lavori di costruzione e dopo l'inizio dell'attività, il turismo ne risenta?
Non solo tutte le attività di cantiere saranno condotte in modo da non interferire con la fruizione turistica dei luoghi, ma l'intero progetto è coerente con il modello di sviluppo sostenibile e presenta impatti ambientali contenuti e comunque mitigabili. Se a ciò si aggiunge la scelta di localizzare gli impianti a terra nell'area a sud del porto di Otranto, si può escludere che ci saranno ripercussioni negative sul turismo.
 
 
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